Comunichiamo che da quest’anno associativo 2022-23, per le prove ufficiali di N.S.D. entra in vigore una nuova modalità di preparazione del Target Odor, con l’impiego degli stessi olii essenziali già previsti dal regolamento (ginepro, betulla, anice, chiodi di garofano).
La nuova preparazione prevede l’impiego della modalità ad “assorbimento” e non più con l’impregnazione diretta, del mezzo cotton-fioc, con le gocce di olio essenziale.
Questa nuova modalità permetterà di poter variare meglio la concentrazione del Target Odor ed adattarlo sia alle proprie necessità che a quelle del cane con cui si sta lavorando.
Qui sotto trovi il PDF che spiega come preparare il Target Odor, oppure puoi anche scaricarlo dalla pagina ISTITUZIONALE che trovi nel menù.
Da oggi è possibile rinnovare il proprio tesseramento al Nosework Club Italia o presentare la propria candidatura come nuovo socio utilizzando l’apposito FORM che potete trovare nell’area ISTITUZIONALE – https://www.nosework.it/istituzionale/
(RINNOVO 10€ ) Puoi procedere al versamento della quota associativa subito dopo aver compilato il form.
(PRIMA ISCRIZIONE 20€) Una volta che la tua richiesta d’iscrizione è stata accettata, ti rispenderemo via email e potrai procedere al versamento della quota associativa alle coordinate che trovi sotto il form d’iscrizione.
Il servizio di segreteria del club, nel mese di gennaio ’22 è rimasto temporaneamente chiuso per motivi di riorganizzazione interna.
Comunichiamo che il servizio riprenderà mercoledì 2 febbraio ’22, ed inizieremo ad evadere tutte le pratiche di tesseramento, che abbiamo ricevuto e che sono in sospeso.
Questo regolamento differisce dal precedente 5.0 per l’aggiunta di questa dicitura:
” L’essere in regola con il tesseramento al sodalizio Nosework Club Italia a.s.d. configura in automatico l’essere socio A.C.S.I.(https://www.acsicinofilia.it/) “
Pertanto da un punto di vista puramente tecnico i due regolamenti sono identici!
E’ possibile rinnovare il proprio tesseramento al Nosework Club Italia o presentare la propria candidatura come nuovo socio utilizzando l’apposito FORM che potete trovare nell’area ISTITUZIONALE – https://www.nosework.it/istituzionale/
Da oggi, sia per i rinnovi che per le nuove richieste di ammissione a soci del Nosework Club Italia asd, tutti i richiedenti dovranno utilizzare il FORM previsto nella pagina ISTITUZIONALE
E’ ufficialmente in vigore dalla giornata odierna, la versione 5.0 del regolamento delle prove di NSD.
Le modifiche introdotte riguardano la partecipazione alle prove di un conduttore con più cani ” punto 2, lettere c) e d) “
Si è deciso pertanto che:
c) un conduttore può iscriversi ad un ORT con più cani;
d) un conduttore non può iscriversi ad una Prova di NSD con più cani;
Questa modifica è stata effettuata per dare la possibilità ad un conduttore con più cani di poter effettuare un ORT con i propri cani in una giornata unica e pertanto con una agevolazione logistica per lui non indifferente.
Dall’altra parte, poichè le prove di NSD si svolgono su medesimi scenari e medesimi hides per tutti i partecipanti, si è ritenuto impossibile rispettare il principio di equità delle difficoltà, permettendo ad un conduttore di gareggiare sullo stesso scenario con più cani.
Nell’ORT invece, poichè si tratta a tutti gli effetti di una ricerca su contenitori, non a tempo ma con il concetto di “o dentro o fuori”, si è ritenuto possibile garantire il principio di equità delle difficoltà permettendo ad un conduttore con più cani di partecipare.
Nell’attivittà di NSD tutelata dal Nosework Club Italia, come nella maggior parte delle organizzazioni accreditate a livello internazionale che praticano la ricerca sostanze sportiva da quasi 15 anni, i cani cercano target odor costituiti da un mezzo cotton-fioc imbevuto con un paio di gocce di olio essenziale di vario tipo.
Ma gli oli potrebbero avere effetti negativi sulla salute dei nostri cani?
La risposta la lasciamo ad un’esperta del settore 😉
….due “gocce” sugli Oli Essenziali
articolo gentilmente scritto e concesso dalla Dott.ssa Stefania Potera
Gli
oli
essenziali
(OE) sono il prodotto del metabolismo secondario delle piante e sono
generalmente materiali volatili fragranti composti da una mistura
complessa di sostanze. Gli OE sono sintetizzati e immagazzinati da
speciali cellule in varie parti delle piante: fiori (rosa), frutti
(limone), corteccia (cannella).
Quando
sono ancora nella pianta vengono chiamate
essenze,
diventano OE solo quando sono estratti dalla pianta per mezzo della
distillazione o di altre forme di estrazione.
DEFINIZIONI
Non
esistono definizioni legalmente vincolanti di OE né di aromoterapia.
La mancanza di una definizione legale deriva in parte dalla
difficoltà di dare una definizione stringente di OE. Esistono varie
possibili definizioni di olio essenziale ma nessuna sembra essere
perfettamente adeguata: alcune si basano su una descrizione di tipo
chimico, alcune di tipo botanico altre dal processo industriale.
Una
definizione stringente potrebbe essere: “un OE è un prodotto
volatile della estrazione tramite distillazione in corrente di vapore
di materiale vegetale aromatico, o un prodotto di spremitura
dell’epicarpo dei frutti del genere Citrus,
sempre proveniente da una singola specie botanica, senza alcuna
sostanza aggiunta e senza alcuna componente rimossa. Alcuni prodotti
in commercio sono stati chiamati OE quando in realtà sono
tutt’altro, a volte le modifiche vengono fatte sia per renderli più
sicuri, sia per poter essere utilizzati.
USI
Gli
OE sono utilizzati nell’industria dei profumi, dei modificatori e
odori in aromoterapia, come repellenti per gli insetti e animali,
nelle preparazioni farmaceutiche, come agenti antimicrobici ecc. La
legislazione sta sempre più limitando l’uso non regolato degli oli
essenziali.
Il
fatto che gli OE siano tradizionalmente un materiale della profumeria
e che i profumieri non richiedano di norma oli puri, ma che siano
costanti dal punto di vista organolettico, ha portato ad alcuni
problemi per gli aromoterapeuti che richiedono OE puri al 100% e
derivanti da una fonte botanica unica.
L’aromoterapia
è una disciplina medica non convenzionale che ha avuto riscontri di
problematiche a causa del non corretto uso e conservazione,
scatenando problemi di tossicità.
IL BUON UTILIZZO DEGLI OLII ESSENZIALI
Non
tutti gli OE sono uguali, assicurarsi che gli OE utilizzati siano
stati rigorosamente testati e certificati come oli puri e di qualità
terapeutica. Altri OE possono contenere sostanze contaminanti dannose
e additivi chimici di bassa qualità.
GLI OLII ESSENZIALI NEI CANI E NEI GATTI
Gli
animali sono più sensibili agli OE rispetto agli uomini, e tra gli
animali alcune specie lo sono più delle altre.
Questo
è dovuto alla presenza di un numero differente di follicoli piliferi
per cm2
di
pelle e quindi di ghiandole sebacee, essendo gli OE liposolubili ne
assorbono di più. Inoltre più la pelliccia è morbida e folta,
maggiore è la presenza di follicoli piliferi e ghiandole sebacee.
Di
questo si dovrà tenere conto quando si considerano i dosaggi e la
frequenza delle applicazioni, alla via di somministrazione, al tipo
di OE, al vettore con cui viene diluito l’olio, allo stato di
salute generale e allo stato di salute della cute e del manto
dell’animale.
Modalità di somministrazione
-Inalazione-
È
una delle vie più importanti per l’assorbimento degli OE. I
polmoni hanno un’ampia superficie di esposizione e comunicano
direttamente col sangue. Questo tipo di assorbimento bypassa il
“metabolismo di primo passaggio” cioè bypassa il fegato e quindi
la metabolizzazione da parte di questo organo dell’olio essenziale,
che porta a una diminuzione della biodisponibilità. È molto
efficace per la rimozione di stress emozionali e stress da dolore
fisico, mentre la somministrazione topica od orale è più consona
per problemi muscolo scheletrici. Con l’inalazione c’è anche un
assorbimento topico in quanto l’olio diffuso può andare in
contatto con la cute e la pelliccia.
-Assorbimento
sublinguale/mucosa buccale-
Di
difficile applicazione negli animali, sia per la manualità che per
il gusto. In alcuni cani particolarmente collaborativi si può
strofinare l’olio sulle gengive. Anche con questa via si bypassa il
“metabolismo di primo passaggio”.
Anche
questa modalità bypassa il fegato. L’applicazione degli oli non
necessariamente deve essere fatta sul sito del problema per essere
efficace: una distorsione trova giovamento dall’applicazione
dell’OE, una sofferenza epatica dalla applicazione dell’olio
sulla zona riflessa del fegato.
-Assorbimento
topico-
Anche
questa modalità bypassa il fegato. L’applicazione degli oli non
necessariamente deve essere fatta sul sito del problema per essere
efficace: una distorsione trova giovamento dall’applicazione
dell’OE, una sofferenza epatica dalla applicazione dell’olio
sulla zona riflessa del fegato.
-Somministrazione
orale-
Ingestione
degli oli. Possono essere somministrati in capsule, nel cibo o
nell’acqua (non per i gatti). Passano attraverso il fegato quindi
hanno una minore biodisponibilità.
GLI OLI ESSENZIALI E IL NOSEWORK SCENT DETECTION
Nell’ NSD sono usati OE di: ginepro, anice, betulla e chiodi di garofano.
Di
un OE vengono messe 2 gocce su un cotton-fioc all’interno di un
barattolino con alcuni fori nel coperchio.
La procedura rende sicuro l’uso degli oli essenziali, inoltre i 4 oli non rientrano tra quelli da usare con cautela.
La
cosa importante e fondamentale è utilizzare sempre OE certificati di
puro grado terapeutico, oli testati per purezza e potenza. In questo
modo si riducono al minimo eventuali reazioni avverse.
DIFFICOLTA’ RISCONTRATE DURANTE L’ATTIVITA’ DI NOSEWORK SCEN DETECTION
In quest’ultimo periodo ci siamo sentiti in dovere per la serietà con la quale affrontiamo quest’attività di informaci per poter consigliare un prodotto di qualità. Troppo spesso gli allievi acquistano OE di qualità scadente con fragranze differenti causando difficoltà nello svolgimento del lavoro ed un lavoro maggiore per il cane nella memorizzazione dell’odore.
L’esperienza acquisita con Nosework Scent Detection è stata molto importate per capire le grandi potenzialità dell’olfatto dei cani e mi ha incuriosito al punto tale da convincermi a frequentare un corso che mi consentisse di capire meglio come poter aiutare le persone con Diabete tipo 1.
Ho così deciso di iniziare il corso come istruttore per cani da allerta per diabetici con Simila Laiatici. Ho subito capito quanto l’ esperienza acquisita con NSD è stata importante. La mia Flat Coated Retriever, Alma, era già in grado di cercare le essenze naturali in ambienti sia interni che esterni e con distrazioni. Abbiamo iniziato a lavorare con campioni biologici di ipoglicemia e Alma dopo il primo giorno di corso era già in grado di riconoscerne anche di diverse persone.
Eravamo solo all’inizio di un lungo percorso, la prima cosa che abbiamo dovuto modificare è stata la segnalazione. I cani da allerta diabete hanno la necessità di segnalare in modo attivo per riuscire ad attirare l’attenzione del proprietario, anche quando è distratto o se dorme.
Alma in pochissimo tempo ha iniziato a segnalare in modo attivo: invece di sedersi ha iniziato a saltare addosso. Insieme a Simila stiamo lavorando in ambienti sempre diversi: dai centri commerciali di sabato pomeriggio alla strada affollata durante una gara ciclistica.
L’impegno necessario per preparare questi cani è notevole, perché sono cani sempre al lavoro, sia di giorno che di notte. Inoltre, a differenza dell’Nsd, il cane non deve attendere nessun segnale di “invio”, deve imparare che appena sente quell’odore, anche se il proprietario è impegnato, lui deve segnalare! Tutto avviene sempre in cambio di un premio per il cane, il potere del rinforzo positivo è importantissimo.
Anche per i cani formati e che lavorano è sempre importante ricevere una ricompensa per ogni segnalazione giusta. La cosa piu’ bella è vedere il rapporto simbiotico che si crea tra il cane e il proprietario. Io sono diabetica tipo 2 e, anche se non ho tantissimi sbalzi glicemici, varie volte Alma ha segnalato che i valori della mia glicemia non erano regolari.
La mia grande soddisfazione l’ho avuta un giorno in cui non avevo nessun sintomo e mi sentivo bene, Alma ha iniziato a segnalarmi che qualcosa non andava e io, convinta che fosse tutto a posto, non le ho dato subito attenzione, ma lei ha continuato a segnalare. Ho misurato la glicemia e lei aveva davvero ragione! Ho corretto la mia glicemia come potevo, il mio angelo custode nero è rimasta agitata fino al momento in cui i valori sono iniziati a rientrare. Un’emozione forte. Ho capito il grande aiuto che possono fornire i cani alle persone diabetiche.
Durante il mio percorso ho incontrato tante persone che stanno preparando il proprio cane o che hanno già un cane che lavora con loro. Anche chi ce l’ha con sé da tempo si emoziona ogni volta che viene segnalato e in alcuni casi il cane è davvero un salvavita.
Sto anche adattando molti esercizi che uso per Nsd alla ricerca della glicemia. In base alla mia esperienza posso sicuramente dire che è una disciplina sportiva ma che fornisce grandi competenze al proprietario e al cane, e che mi è servita tantissimo anche per questo nuovo percorso che sto affrontando.